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Rimborsi Imu 2013, pronto il modello

Testata: Italia Oggi 

Di Matteo Barbero

Si mette in moto la macchina dei rimborsi ai comuni per il mancato incasso dell'acconto Imu 2013 su abitazioni principali, case popolari, terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali.

Con il decreto del Ministero dell'interno del 6 giugno (pubblicato sulla G.U. del 13 giugno) è stato approvato il modello attraverso cui i sindaci possono ottenere il rimborso degli interessi corrisposti ai propri tesorieri a fronte delle anticipazioni attivate per compensare le entrate da Imu sospese dal dl 54/2013.

Possono presentare richiesta solo i comuni che hanno sostenuto i relativi oneri nel periodo compreso fra il 16 giugno (data di scadenza della prima rata dell'Imu 2013) e il 16 settembre (data alla quale terminerà il periodo di sospensione dell'obbligo di pagamento).

Sia la norma primaria (art. 1, comma 3, del dl 54) che il dm attuativo (artt. 1 e 3) fanno riferimento alle «maggiori» anticipazioni di tesoreria, ma è evidente che la richiesta può essere presentata anche dai comuni che si trovano al di sotto del limite massimo stabilito dall'art. 222 del Tuel (che fino al 30 settembre 2013 è stato elevato dall'art. 1, comma 9, del dl 35/2013 da tre a cinque dodicesimi delle entrate correnti).

Diversamente, le norme citate non avrebbero senso e il peso degli interessi finirebbe, paradossalmente, sulle spalle degli enti più virtuosi.

Ovviamente, non potranno presentare domanda gli enti che non attiveranno l'anticipazione, avendo liquidità sufficiente a compensare la minore entrata.

I rimborsi, quindi, dovrebbero essere calcolati sulle somme effettivamente erogate dai tesorieri nel periodo considerato, ovviamente entro i limiti massimi stabiliti dall'allegato A del dl 54 (sommando gli importi delle tre colonne A, B e C, ovvero della mancata Imu «teorica» sulle tre tipologie di immobili che beneficiano della sospensione dell'acconto).

A tal fine, si suggerisce di richiedere agli stessi tesorieri una specifica certificazione che indichi nel dettaglio gli importi delle anticipazioni, la data di attivazione, il tasso applicato e gli interessi corrisposti.

Il dm precisa che le richieste saranno accolte nel limite massimo delle risorse stanziate dal dl 54, che ammontano a 18,2 milioni di euro; qualora l'importo complessivo dei dati certificati risultasse superiore, il rimborso verrà disposto in proporzione ai fondi disponibili. Il che significa che un parte degli oneri potrebbe comunque pesare sulle casse comunali.

La certificazione dovrà essere compilata con metodologia informatica, avvalendosi dell'apposito modello che sarà messo a disposizione dei comuni sul sito istituzionale della Direzione centrale della finanza locale esclusivamente dal 20 settembre 2013 al 15 ottobre 2013.

L'eventuale trasmissione con modalità e termini diversi sarà considerata causa di esclusione dai rimborsi, così come l'eventuale invio di documentazione aggiuntiva che pregiudichi la certezza dei dati riportati. I comuni che avessero necessità di rettificare i dati già trasmessi, potranno, però, trasmettere una nuova certificazione, da inviare sempre telematicamente, comunque entro i termini di trasmissione fissati.

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